3548 recensioni a vostra disposizione!
   
 
 

EVERYBODY KNOWS Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 15 maggio 2018
 
di Asghar Farhadi, con Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín (Iran, 2018)

Nelle sale: Svizzera francese

 

Quattordici anni dopo La mala educacion di Pedro Almodovar, Cannes si è aperta con un film parlato in spagnolo. Ma  un film di un iraniano, e fra i più celebri: tanto da essere ormai considerato l’erede di un grande scomparso come Abbas Kiarostami. L’ascesa del cineasta è stata folgorante. Orso d’argento a Berlino nel 2009 con About Nelly; solo due anni più tardi, Oscar per il Miglior film stranieroa Una separazione, fresco della conquista, questa volta dell’oro, a Berlino. Il passato sarà in seguito il primo film girato da Farhadi all’estero, in Francia. Per Il cliente Farhadi ritorna nel 2016 in Iran: e vince due premi a Cannes, Migliore Sceneggiatura e Interpretazione maschile. Come non bastasse,per la seconda volta l’Oscar del film straniero.

 

Cosa succede ora con Todos lo saben a uno dei mestieri cinematografici fra i più raffinati al mondo; ma girato nuovamente lontano dalle atmosfere cosi significative dell’Iran contemporaneo, questa volta in un piccolo villaggio spagnolo? Farhadi deve averci pensato, se ha elaborato così a lungo il film, quasi in osmosi con due emblemi iberici del cinema come Penelope Cruz e Xavier Bardem. Poiché nessuno, ama ripetere da mesi il regista, dovrà dubitare del fatto che il film sia stato concepito interamente in Spagna. Cannes 2018, da parte sua, non ci ha pensato un attimo: tanto da concedere, per la prima volta dal 2005, l’onore del film d’apertura a un’opera che partecipa alcorso per la Palma d’Oro.

 

L’inizio del film promette questo e altro. Mentre l’assolata campagna spagnola s’intravvede appena attraverso gli squarci nelle mura antiche, all’interno del campanile polveroso le colombe si arruffano sotto le tegole. L’enorme ingranaggio dedicato al vetusto orologio occupa gran parte dello spazio, il rintocco assordante delle campane copre un eventuale dialogo, la coppia di adolescenti che vedremo amoreggiare incide laboriosamente nel muro le proprie iniziali. Ma lo spettatore è ormai in un altro campanile mitico, quello di Vertigo (La donna che visse due volte), uno dei capolavori di Hitchcock: dove Kim Novak incontrerà la morte, “forse” sotto gli occhi di James Stewart. Nella sequenza, altrettanto muta e magnifica che segue,il clima di Todos lo saben già non sarà più onirico o romantico: dalle mani che frugano fra ritagli di giornali sapremo di essere nelle atmosfere più lerce e destabilizzanti del crimine. Farhadi le affronta relativamente preoccupato del loro mistero. Il suo universo è più vicino al melodramma, quello delle coppie in dissoluzione, dei rancori mai sopiti, delle sopraffazioni culturali, della famiglia e della società tutta come crogiolo di un sistema solo in apparenza equilibrato. Un avvenimento inatteso e traumatico servirà allora al regista iraniano per rivelare le crepe di quel sistema basato sul non–detto, il denaro, i sensi di colpa.

 

Tutti hanno le loro ragioni, ma quant’è difficile decidere chi abbia torto. E’ la meccanica che regge tutto il cinema di Farhadi: ma, lontana dall’ambiguità di certe urgenze di casa sua, stavoltanon sempre appare che la sua arte di straordinariocantastorie funzioni alla perfezione. Gli interpreti sono immersi impeccabilmente nella vicenda. Ancora meglio di Penelope Cruz (un po' tanto sommersa dalla sua lacrimosa tragedia) Javier Bardem sfrutta in modo mirabile le contraddizioni psicologiche dettate dal proprio fisico debordante; ma tutto il cast appartiene all’eccellenza del cinema spagnolo. E’ nella sua progressione di storia di terre, amori precedenti e sentimenti nascosti, nell’improvviso dramma di Laura, sposata in Argentina, che ritorna in occasione del matrimonio della sorella che il film mostra una parte dei suoi limiti. Splendido nell’immergerci in un matrimonio scatenato seguito da una resa dei conti non solo con la giustizia ma piuttosto con sé stessi; eccessivamente protratto e inutilmente elaborato nella narrazione. Quasi un paradosso, per uno straordinario cesellatore di storie come Asghar Farhadi.


   Il film in Internet (Google)

Per informazioni o commenti: info@films*TOGLIEREQUESTO*elezione.ch

 
 
Elenco in ordine


Ricerca






capolavoro


da vedere assolutamente


da vedere


da vedere eventualmente


da evitare

© Copyright Fabio Fumagalli 2018