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PICCOLE DONNE
(LITTLE WOMEN)
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 20 gennaio 2020
 
di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Emma Watson, Timothée Chalamet, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Laura Dern, Meryl Streep, Bob Odenkirk,, Louis Garrel (Stati Uniti, 2019)

Ottenibile in DVD/Blu-ray o tramite VOD/streaming ecc.

 

Al suo primo film da regista nel 2017 ci accorgiamo della versatilità di Greta Gerwig. Lady Bird rappresentava infatti la dimostrazione che, per qualcuno dalle idee formate negli Anni 60 del movimento indipendente del cinema americano, non era impossibile girare qualcosa anche a Hollywood. Magari, malignava qualcuno, grazie al fatto di portare il nome della divina Garbo.

Non era naturalmente la prima volta che un’attrice di notevole talento (To Rome with Love, un Woody Allen a dire il vero non fra i suoi più riusciti, quindi l’ottimo Frances Ha di Baumbach, poi con Al Pacino in The Humbling, infine la grande prova in Jackie di Pablo Larrain) passasse dall’altra parte della cinepresa. Più raramente, però, che un film piccolo come Lady Bird si affermasse al primo colpo con ben cinque nomination agli Oscar: rendendoci attenti del fatto che, in ottantanove anni, la corsa alla Miglior Regia fosse stata concessa a sole 4 donne, Lina Wertmuller, Sofia Coppola, Jane Campion e Kathryn Bigelow…

Quella di Lady Bird era una storia simpatica, fra un ballo di fine anno, sogni di grandezza, perdita della verginità, amica che tradisce e amico che si rivela gay, crocifissi alle pareti della scuola. Una storia che molto doveva alla rivelazione di una grande star del futuro come Saoirse Ronan, e pure qualcosa alla deflagrazione della faccenda Weinstein.

Rimane il fatto che Greta fosse attesa al tradizionalmente gravoso passo del secondo film. Ora, Piccole donne dice e non dice; perché la storia in parte si ripete. Si trattava infatti di una scelta solo in apparenza comoda; dato che il capolavoro ottocentesco di Louisa May Alcott era già stato portato sullo schermo cinque volte, non fosse che in America. Una situazione che Greta Gerwig si è sforzata d’innovare: sconvolgendo la continuità temporale dettata dal romanzo, partendo dalle età adulte per ritornare alle motivazioni che affondano le loro radici nel passato, preoccupandosi d’investire anche in altri personaggi che non fossero solo la mitica Jo March aspirante scrittrice. Scavando nel materiale di un romanzo imponente: per imporre tempi e risonanze inedite rispetto a quelle così (bene) sfruttate in passato.

Sforzi più che rispettabili, ma che hanno la tendenza a rimanere nella penna: privilegiando l’interpretazione delle sorelle (non solo la Ronan, ma pure Florence Pugh, impeccabile a diciassette e a tredici anni) come i personaggi che fanno più che cornice, la vecchia zia Meryl Streep, più ancora il principe romantico Timothés Chalamet, già formidabile nell’ultimo Woody Allen, Un giorno di pioggia a New York .

Regista in passato di un film delicato su un’adolescente come Lady Bird, interprete di pellicole impregnate di uno spirito post-sessantino (certo, all’americana), colpisce allora in Piccole donne non soltanto la qualità a rischio del grazioso nel lavoro: ma quella di un classicismo privo di rischi che non aggiunge granché allo straordinario modernismo di una scrittrice che l’ha preceduta da più di un secolo.


   Il film in Internet (Google)

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