3707 recensioni a vostra disposizione!
   
 
 

SINESTESIA Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 5 aprile 2010
 
di Erik Bernasconi, con Alessio Boni, Melanie Winiger, Leonardo Nigro, Giorgia Wurth, Teco Celio (Svizzera, 2010)
 

(RIPRESA - DISPONIBILE IN VIDEO ON DEMAND - VOD: www.filmo.ch/it/Aktuell.html)

Anche all'interno del microcosmo del cinema della Svizzera Italiana qualcosa si sta muovendo. Opera prima, SINESTESIA nasce dal talento che subito s'indovina vivace, ambizioso e libero del bellinzonese Erik Bernasconi; e dal buon senso, dal rigore dell'esperienza di Villi Hermann nelle vesti di produttore.

Tre ragioni spiegano la riuscita di un film piccolo ma condotto a termine con invidiabile determinazione. La prima è che il suo tema, assolutamente normale (un adulterio, la prospettiva di una separazione, l'amicizia) si alimenta in una sceneggiatura fra le più stimolanti viste dalle nostre parti. Quattro destini paralleli che coinvolgono quattro personaggi: in quattro episodi che si coniugano nel trascorrere temporale, concentrici verso un medesimo destino, ma ognuno con un'ambientazione propria, un tono drammaturgico autonomo. Su quella base trainante si sviluppa il secondo motivo di soddisfazione ricavato dal film, la valorizzazione degli attori: una resa di splendida spontaneità (accanto all'affermato Alessio Boni, si veda quanta reattività si è ottenuta dall'ex miss svizzera Melanie Winiger) che si sente nascere dall'intimità del loro rapporto con il regista; oltre che dall'istintiva verità dei dialoghi. Con SINESTESIA il cinema di casa nostra sembra disfarsi finalmente di uno dei macigni che si trascinava appresso, la pesantezza didattica delle recitazioni, la fatica di liberarsi dagli stereotipi.

Così, nella terza, quasi inevitabile conseguenza, la cinepresa a spalla, i primissimi piani che prendono le fisionomie d'assedio, gli squarci sui paesaggi di un Ticino ragguardevolmente espressivo firmati da un fotografo sempre più maturo come Pietro Zürcher (qualche riserva, forse, sull'illuminazione televisivamente appiattita di certi interni), le musiche sapienti di Zeno Gabaglio e Christian Gilardi, conducono lo sguardo di Bernasconi a scavare mirabilmente nell'apparente scioltezza della realtà osservata. Ricavandone con naturalezza e sensualità un sentimento di libertà (espressiva, e quindi di pensiero) che riesce a mutare un buon thriller tra l'ironico e il drammatico in una schermaglia quanto più stimolante sulle scadenze imposte dal Caso, sui giochi curiosi e talvolta crudeli provocati dal Tempo.

Sulle tracce di quei temi ambiziosi che hanno fatto grande il cinema di un Alain Resnais, a un film esordiente e coraggioso si possono fare appunti, dalla durata eccessiva di certe situazioni all'episodio che fatica ad incastrarsi con gli altri (quello, pur divertente, dedicato alla corte dell'amico Nigro all'amante di Alessio Boni); o qualche spiegazione che si poteva lasciare all'intuizione dello spettatore lasciando parlare gli sfondi. Ma se riuscirà a conservare la vivacità disinibita del proprio sguardo, la semplicità dell'osservazione realistica che sa trascendere nel fantastico e forse nel poetico, al cinema di Erik Bernasconi è facile predire un bell'avvenire.

========================================================================

Even within the microcosm of Italian Swiss cinema something is moving. First work, SINESTESIA was born from the lively, ambitious and free talent of Erik Bernasconi from Bellinzona; and from common sense, from the rigour of Villi Hermann's experience as a producer.Three reasons explain the success of a small film but carried out with enviable determination. The first is that its absolutely normal theme (adultery, the prospect of separation, friendship) is nourished by one of the most stimulating screenplays seen in our part of the world. Four parallel destinies involving four characters: in four episodes that combine in the passing of time, concentric towards the same destiny, but each with its own setting, an autonomous dramaturgical tone. The second reason for satisfaction derived from the film develops on that driving base, the enhancement of the actors: a surrender of splendid spontaneity (next to the affirmed Alessio Boni, see how much reactivity was obtained by the former Swiss miss Melanie Winiger) that you can feel coming from the intimacy of their relationship with the director; as well as from the instinctive truth of the dialogues. With SINESTESIA the cinema of our house seems to finally get rid of one of the boulders that dragged along, the didactic heaviness of the acting, the effort to free itself from stereotypes.Thus, in the third, almost inevitable consequence, the shoulder camera, the very close-ups that take on the physiognomy of a siege, the glimpses of the landscapes of a remarkably expressive Ticino signed by an increasingly mature photographer like Pietro Zürcher (some reservations, perhaps, on the flattened television lighting of certain interiors), the wise music of Zeno Gabaglio and Christian Gilardi, lead Bernasconi's gaze to dig admirably into the apparent fluidity of the observed reality. With naturalness and sensuality, the music gives a feeling of freedom (expressive, and therefore of thought) that manages to change a good thriller between ironic and dramatic into a skirmish that is as stimulating as possible on the deadlines imposed by the Case, on the curious and sometimes cruel games caused by Time.In the footsteps of those ambitious themes that have made the cinema of an Alain Resnais great, to a debut and courageous film you can make notes, from the excessive duration of certain situations to the episode that struggles to fit in with the others (the one, although funny, dedicated to the court of his friend Nigro to Alessio Boni's lover); or some explanation that could be left to the viewer's intuition by letting the backgrounds speak. But if he manages to preserve the uninhibited vivacity of his gaze, the simplicity of realistic observation that knows how to transcend the fantastic and perhaps the poetic, at Erik Bernasconi's cinema it is easy to predict a good future.

www.filmselezione.ch

For information or comments: info@filmselezione.ch

Translated with www.DeepL.com/Translator (free version)


   Il film in Internet (Google)

Per informazioni o commenti: info@films*TOGLIEREQUESTO*elezione.ch

 
 
Elenco in ordine


Ricerca






capolavoro


da vedere assolutamente


da vedere


da vedere eventualmente


da evitare

© Copyright Fabio Fumagalli 2020