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IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 14 ottobre 2017
 
di Silvio Soldini, con Valeria Golino, Adriano Giannini, Arianna Scommegna, Laura Adriani (Italia, 2017)
 

Un film sulla cecità Silvio Soldini l’aveva già fatto nel 2013, Per altri occhi. Un documentario, nel quale il regista introduceva una sequenza completamente buia, invasa dai soli suoni: per farci uscire dal ruolo di spettatori, per farci partecipi, seppure vagamente, di come ci si sente situandoci dalla "loro" parte.

L’esperienza viene ripetuta in questo lungometraggio di finzione, appena presentato alla Mostra di Venezia; ed ha conservato intatto, in un contesto quindi inventato assieme alla fida Doriana Leondeff e all’altro sceneggiatore Davide Lantieri, tutto il proprio impatto emotivo e per certi versi esplicativo. E’ d’altronde da sempre uno dei segreti dell’autore di L’aria serena dell’ovest, Un’anima divisa in due o Le acrobate: costruire (anche nell’oscurità totale) mosaici pudici, ma di grande sensibilità e leggerezza, vibranti ragnatele di legami simmetrici fra i personaggi.

La storia è quella dell’agente pubblicitario Teo (Adriano Giannini, cui un maestro dell’intimità registica come Soldini regala il suo ruolo migliore) e del suo incontro con Emma: curioso e laborioso, lontano (come tutto il film) da ogni pietismo, ma forzatamente impegnativo. Emma, privata della vista dall’adolescenza, ma egualmente osteopata, sposata, divorziata, e di conseguenza, ovviamente sulle sue: una Valeria Golino ruvida come la sua voce, splendida come il suo personaggio.


   Il film in Internet (Google)

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