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TESNOTA Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 26 maggio 2017
 
di Kantemir Balagov, con Darya Zhovner, Veniamin Kats, Olga Dragunova, Atrem Cipin, (Russia, 2017)

Ottenibile in DVD/Blu-ray o tramite VOD/streaming ecc.

 

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E' stata una rivelazione straordinaria, quella del russo (allievo di Sokurov) Kantemir Balagov a Cannes 2017, dove avrebbe strameritato la Caméra d'Or assegnata al miglior esordiente. Tesnota s'ispira ad un fatto di cronaca accaduto nel 1998 in una cittadina del suo Caucaso natale. Dall'intimità tutta particolare di una famiglia ebraica viene improvvisamente rapita la coppia formata dal figlio maggiore e la sua fidanzata. Piuttosto che rivolgersi alla polizia, i genitori decidono di affidarsi alla loro comunità per la raccolta del riscatto. Ma la riunione finirà nel nulla: e sarà allora alla figlia minore Ilana di sacrificarsi, sposando il facoltoso vicino?

Malgrado le apparenze, Tesnota non è allora la storia di un sequestro, quanto quella di una emancipazione. Grazie a Darya Zhovner, formidabile maschiaccia sulla via di farsi donna, sempre più accentratrice del dramma. Il ventottenne regista ci mette ovviamente del suo: le tensioni più intime, l'intensità priva di ogni compiacimento estetico con la quale il cineasta sottolinea la claustrofobica situazione materiale ma ancora più psicologica e infine sociale attanagliano i rapporti dei diversi personaggi. La violenza che nasce dalla miseria, il razzismo antisemita che affiora progressivamente da quella poderosa visione anche documentaristica, giunge a squarciare quell'angolo sconosciuto ai confini della Cecenia. I primi piani costanti, le ombre che dilagano non appena i lampi di luce apportano istanti di consolazione s'imprimono per sempre nella memoria.

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It was an extraordinary revelation, that of the Russian (Sokurov's pupil) Kantemir Balagov at Cannes 2017, where he would have overwhelmingly deserved the Caméra d'Or awarded to the best debutant. Tesnota was inspired by a news story that happened in 1998 in a small town in his native Caucasus. From the particular intimacy of a Jewish family, the couple formed by his eldest son and his fiancée are suddenly kidnapped. Rather than turn to the police, the parents decide to rely on their community to collect the ransom. But the reunion ends in nothing: and it is then the youngest daughter Ilana to sacrifice herself by marrying the wealthy neighbor?

Despite appearances, Tesnota is not then the story of a kidnapping, but of an emancipation. Thanks to Darya Zhovner, a formidable tomboy on the way to becoming a woman, more and more centralized in the drama. The twenty-eight-year-old director obviously puts his own spin on it: the most intimate tensions, the intensity devoid of any aesthetic complacency with which the filmmaker underlines the claustrophobic material situation, but even more psychological and finally social, grip the relationships of the different characters. The violence that arises from misery, the anti-Semitic racism that progressively emerges from that powerful vision also documentary, comes to tear that unknown corner on the borders of Chechnya. The constant close-ups, the shadows that spread as soon as the flashes of light bring moments of consolation are forever impressed in the memory.

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