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LA STANZA DELLE MERAVIGLIE
WONDERSTRUCK
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 24 luglio 2017
 
di Todd Haynes, con Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Julianne Moore (Stati Uniti, 2017)

Nelle sale: Italia

Ottenibile in DVD/Blu-ray o tramite VOD/streaming ecc.

 

Tre anni or sono a Cannes, il lirismo sublime di Carol aveva costituito la Palma d’amore di chi scrive. Oggi, con Wonderstruck (La stanza delle meraviglie) Todd Haynes sorprende, come forse di dovere, differenziandosene assai. Adatta un romanzo per l’infanzia di Brian Selznick: una doppia fuga in direzione di New York, ma a mezzo secolo di distanza. Quella di Rose, la ragazzina, sorda, che nel New Jersey del 1927 sogna d’incontrare finalmente una mitica diva del muto. E, esattamente 50 anni più tardi, l’itinerario identico di Ben, sordo pure lui in seguito a un incidente stradale; egualmente alla ricerca di un padre sconosciuto da sempre.

I due itinerari si incroceranno nel Museo di storia naturale: lei, nel bianco e nero di una iconografia storica, lui nella modernità in technicolor degli Anni Settanta. Due visioni destinate a fondersi aldilà della loro scissione temporale.

Acuito dal silenzio intimo dei due protagonisti, è allora forzatamente nello sguardo verso l’esterno, nelle sensazioni dettate dalla visione che il film è costretto ad alimentarsi. Lo fa in modo sapiente, come ci si poteva attendere dall’immenso illustratore di Lontano dal paradiso e di Carol: ma anche, quasi inaspettatamente, con una certa impotenza nel significarsi all'interno di una costruzione drammaturgica fin troppo pensata e calcolata. In quella "magia" del museo, che il cinema ha sfruttato da tempo; ma, nel contempo, in una New York sognata.

 


   Il film in Internet (Google)

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