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THE DAY AFTER
(GEU-HU)
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 23 luglio 2018
 
di Hong Sang-soo, con Kwon Hae-hyo, Kim Min-hee, Cho Yun-hee (Corea del Sud, 2017)

Ottenibile in DVD/Blu-ray o tramite VOD/streaming ecc.

 

Venticinque lungometraggi in poco più di vent’anni (l'ultimo, Hotel by the River, spicca fra tutti quelli annunciati al Concorso dell'imminente Festival di Locarno) Hong Sang-soo pare prediliga Cézanne, e notoriamente ricorda Eric Rohmer. Forse perché l’acume delle sue riflessioni rispecchia quella di certi autori di una Francia vissuta da lui sul posto in un fecondo periodo giovanile; adottando il cinema dopo aver scoperto quello di Robert Bresson.

Tutto questo non è difficile da intuire dal precedenteThe Day After (Geu-Hu), regolarmente inedito nelle nostre sale, ma facilmente reperibile in dvd e derivati vari. La giovane Areum (Kim Min-hee) affrontare il suo primo giorno di lavoro presso una piccola casa editrice. Sennonché Bongwan, il padrone, come lei già si affretta a chiamarlo, è appena uscito da una relazione extraconiugale, avuta proprio con la dipendente che Areum è chiamata a sostituire. Quella mattina, Bongwan aveva lasciato la propria abitazione all’alba; ma, nel corso della medesima giornata, sua moglie scopre una lettera d'amore. Già sospettosa, si reca allora sul posto di lavoro del marito per chiedere spiegazioni; incontrando cosii per la prima volta l’ignara Areum, e scambiandola per l’amante di Bongwan, partita ormai da un mese.

The Day After è allora pronto ad una di quelle disgressioni, incuranti delle successioni temporali, care al regista: nelle quali, fra dosi generose di alcol e sesso, gli incerti amorosi s’intrecciano in relazioni conflittuali, humour e poesia, trivialità e melanconie. Senza necessitare di sfondi impegnativi, in un’ora e mezza di bianco e nero sgranato Hong Sang-soo scruta allora con impagabile maestria l’animo dei suoi quattro personaggi; fino, come si poteva anche immaginare, a smantellarne le costruzioni (in primis del maschio) più o meno menzognere.

Piani–sequenza, pochi movimenti di macchina, flashback più o meno veritieri, riprese a mezzo busto degli attori nel ricordo della lezione di Ozu, permettono così alla semplicità del regista di catturare lo spettatore; accostandolo alle contraddizioni dei discorsi, ai rovesciamenti in corso nelle strategie amorose. Tutto viene rimesso come per magia in causa: dagli incerti amorosi al numero di bottiglie di saké intraviste sullo sfondo.


   Il film in Internet (Google)

Per informazioni o commenti: info@films*TOGLIEREQUESTO*elezione.ch

 
 
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