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NELLY ET MONSIEUR ARNAUD Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 4 maggio 1996
 
CAPOLAVORI DA RIVEDERE: IN DVD, STREAMING, VOD...di Claude Sautet, con Emmanuelle Béart, Michel Serraut, Jean-Hughes Anglade, Michael Lonsdale (Francia, 1995)
 
La protagonista femminile Emmanuelle Béart

Il coraggio di Sautet è ormai quello di rifiutare lo psicologismo, di sostituire al tentativo di spiegazione l'irresoluzione dei sentimenti: ciò che si diceva a proposito di UN CUORE IN INVERNO si afferma pienamente in questo suo ultimo film, forse meno perfetto, ma anche più coinvolgente del precedente. E conferma quella svolta, iniziata da QUALCHE GIORNO CON ME con la collaborazione dello sceneggiatore Jacques Fieschi, verso quei "ritratti in movimento" che sembrano darci la parte più intima, epurata e sofferta di un cineasta nel pieno della propria maturità; ormai lontano da quelle cronache corali della borghesia, brillanti ed un po' vane dissertazioni dell'intimo e del sociale che davano tanto fastidio ai falchetti della nuova critica (ma, in compenso, suscitavano - forse per la loro perfezione artigianale- l'ammirazione di cineasti esigenti come Truffaut, Resnais o Pialat).

Poiché il cinema di Claude Sautet è sempre più distante dalle seduzioni dell'azione romanzata, quella di NELLY ET MONSIEUR ARNAUD è cosi semplice da apparire scontata: l'incontro (casuale, mercantile, passionale?) fra due solitudini, quella di una giovane donna in un momento di stasi esistenziale (la fine di un matrimonio, l'incontro con un amante, la ricomparsa di un amore giovanile) con quella di un vecchio signore, bonariamente caustico, umanista fra i suoi libri, poco amato dai figli e da una moglie separata, ex giudice e contraddittoriamente cinico uomo d'affari, che "assume" la giovane affinché batta al computer le sue memorie romanzate. Ed occupi quegli spazi ormai vuoti da tempo: "Soffri?" - gli chiederà un'amica- "Almeno ti succede qualcosa..."

Incontro impossibile: ma che Sautet indaga lontano dalla tradizione risaputa del rispetto delle convenzioni. Deliziosamente in bilico fra le pieghe del non-detto, di quell'indefinito che permette di toccare con un pudore ed una forza centuplicate l'intimità dei personaggi, ed al tempo stesso degli spettatori. Senza cercare di spiegare: ma isolando i personaggi, avvicinandoli soltanto in esili (quasi segretamente monosillabici, da parte di lei; virtuosisticamente brillanti, quanto pudicamente come deviati quelli di lui) confronti. Che il cineasta organizza con supremo mimetismo registico, sul filo degli sguardi che sembrano per un istante svelare i sentimenti, sui dettagli infinitesimali dell'osservazione che contraddicono sapientemente quel diniego esplicativo, quel rifiuto d'irrompere nella discrezione delle psicologie, nella volgarità degli schemi drammaturgici. Fino a quella scena muta e bellissima che potrebbe aver dettato l'esistenza stessa del film: Arnaud che osserva Nelly addormentata, la mano che sfiora i contorni della spalla nuda di lei, lo sguardo che si perde non tanto nei meandri di un desiderio insoddisfatto,quanto in quelli più misteriosi ed affascinanti di un'esistenza che s'interroga al volgere del tramonto.

Frutto di una intenzione cinematografica assolutamente padroneggiata (forse un attimo di meno quando le situazioni escono dal vicolo cieco dell'appartamento; per affrontare quell'"esterno" comunque imprescindibile), NELLY ET MONSIEUR ARNAUD non potrebbe esistere senza l'affermazione totale degli attori: perché l'ultimo cinema di Sautet sembra soprattutto votato ad un incontro con la loro natura più intima, simile in questo ad una tradizione francese alla Sacha Guitry.

L'affascinante a tratti impetuosa riservatezza di Emmannuelle Béart, la straordinariamente sfumata dissertazione di Michel Serrault (in uno dei ruoli più controllati della sua formidabile carriera) sono parte integrante di un mosaico che senza il loro apporto non avrebbe ragione di esistere. E che ci conduce per mano sui cammini difficili ma cosi seducenti della conoscenza.


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