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OLD Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 26 luglio 2021
 
di M. Night Shyamalan, con Gael García Bernal, Vicky Krieps, Rufus Sewell, Ken Leung, Nikki Amuka-Bird (Stati Uniti, 2021)
 

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Ambizioso, nel buon senso della parola. Si, del cinema di M. Night Shyanalan, nato in India come suggerisce il suo nome ma cresciuto negli Stati Uniti, si può dire molto di bene. Senza rinunciare ad una più discreta parte di male. Non tanto, in questo caso, per la vicenda curiosa se non proprio avvincente che racconta, ispirata alla graphic novel «Il castello di sabbia» di Pierre Oscar Levy e Frederick Peeters. Una famiglia che parte in vacanza nel tradizionale resort di lusso, due genitori che s'indovinano in una situazione di crisi esistenziale o affettiva, la proposta da parte dell'albergatore di passare una giornata in una spiaggia splendida e soprattutto esclusiva, nella sola compagnia di pochi altri  privilegiati

Solo che, troppo presto, ci si accorge che qualcuno sta scrutandoci con un cannocchiale, dalla sommità della scogliera. Solo che, accanto alla successione di avvenimenti che ovviamente non vi racconteremo, quello sguardo misterioso s'indovinerà essere destinato a corrispondere a quello degli spettatori. Pare intanto diventi sempre più evidente quanto da quella spiaggia sia difficile allontanarsi; altrettanto evidente di quanto parte dei protagonisti stiano improvvisamente invecchiando. Sono le conseguenze del tempo: che sta vieppiù diventando il vero protagonista di una vicenda che non a caso s'intitola Old. Un anno, su quella spiaggia, scorre in un giorno; forse, in un'ora.

A partire dall'esordio clamoroso nel 1999 con Il sesto senso Shyamalan si è conquistato, in un cinema diciamolo pure troppo sovente conformista, la sua iù che lusinghiera reputazione nello spazio dell'inquietudine metafisica. Nei suoi momenti migliori, dell'horror-fantastico-metafiisico: ma che queste tre componenti si sviluppino in modo coerente e creativo in Old rimane tutto da dimostrare. Accumulando sulla sua spiaggia una collana di personaggi faticosamente identificabili  a rimorchio di una sceneggiatura non sempre evidente, allo spettatore si richiede di anticiparne la logica.  Che il rifiuto dell'invecchiamento faccia parte della nostra epoca non è allora un mistero. Ma che un passo innanzi ce lo facciano compiere i personaggi intrappolati nel film non è sempre evidente: e non ci aiutano il solitamente efficace Gael Garcia Bernal nelle vesti d'i un esperto assicurativo. E nemmeno sua moglie curatrice museale,o un chirurgo sprovvisto di bisturi per risolvere una spettacolare evenienza ma non di una moglie salutista, e ancora un gigantesco rapper sbucato dal nulla. Nel coro dei ragazzini condannati all'invecchiamento precoce, oltre che alla dizione notoriamente ondulante delle versioni doppiate.

La fotografia è splendida come una parte delle invenzioni registiche: Shyamalan la sua cinepresa sa dove collocarla per sfuggire ad un ordine che lui considera costituito. Ma in quanto a coinvolgere più o meno compiutamente lo spettatore il discorso si complica. Forse il regista se ne rende conto: ricorre allora ad uno dei suoi tipici finali twist (trad.torsione)  quasi a rassicurare gli spettatori. Ma si tratta di un espediente tardivo.

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Ambitious, in the good sense of the word. Yes, much good can be said of the cinema of M. Night Shyanalan, born in India as his name suggests but raised in the United States. Without renouncing a more discreet part of evil. Not so much, in this case, for the curious if not exactly gripping story it tells, inspired by the graphic novel "The Sandcastle" by Pierre Oscar Levy and Frederick Peeters. A family going on holiday in a traditional luxury resort, two parents who are in a situation of existential or emotional crisis, the hotelier's proposal to spend a day on a splendid and above all exclusive beach, in the sole company of a privileged few...

Except that, all too soon, we realise that someone is peering at us through a telescope, from the top of the cliff. Only then, in addition to the succession of events that we won't tell you about, that mysterious gaze will turn out to be that of the spectators. In the meantime, it seems to become more and more evident how difficult it is to leave that beach; just as evident is the fact that some of the protagonists are suddenly growing old. These are the consequences of time, which is increasingly becoming the real protagonist of a story that not by chance is entitled Old. A year on that beach passes in a day; perhaps in an hour.

Since his clamorous debut in 1999 with The Sixth Sense, Shyamalan has earned his more than flattering reputation in the space of metaphysical disquiet, in a cinema which, let's admit, is all too often conformist. In his best moments, of the horror-fantastic-metaphysical: but whether these three components develop coherently and creatively in Old remains to be seen. Piling up on its shore a necklace of laboriously identifiable characters in tow of a script that is not always evident, the viewer is asked to anticipate the logic.  That the rejection of ageing is part of our age is then no mystery. But it is not always obvious that the characters trapped in the film take us a step further: and we are not helped by the usually effective Gael Garcia Bernal as an insurance expert. Neither is his wife, a museum curator, or a surgeon without a scalpel to solve a spectacular eventuality but not a health-conscious wife, or even a giant rapper out of nowhere. In the chorus of kids condemned to premature ageing, as well as the notoriously wavy diction of the dubbed versions.

The cinematography is as splendid as some of the directorial inventions: Shyamalan knows where to place his camera to escape an order that he considers constituted. But when it comes to involving the viewer more or less fully, the matter becomes more complicated. Perhaps the director realises this: he then resorts to one of his typical twist endings as if to reassure the spectators. But this is a belated expedient.

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