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LACCI Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 30 giugno 2021
 
di Daniele Luchetti, con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi (Italia, 2020)
 

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Il tempo passa. Cosi, Alba Rohrwacher assume le vesti di Laura Morante, mentre Luigi Lo Cascio, egualmente alle prese con il medesimo personaggio, riapparirà sotto il profilo di Silvio Orlando. Rimarrà a Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini e Linda Caridi il compito di adattarsi, più o meno spaesati, al trascorrere del tempo. Detto ciò, saranno proprio loro, gli attori celebri oltre che lodevolmente ben disposti, ad imprimersi nella memoria degli spettatori al momento della conclusione di Lacci. E’ Daniele Luchetti, sulle tracce del romanzo di Domenico Starnone, che arrischia al contrario d’incastrarsi: non era probabilmente compito facile, in quel succedersi di due o tre generazioni di genitori, figli nonni e nipoti. Tutti da mettere in fila, al seguito di un  tema già di per sé stesso assai tormentato come quello della coerenza coniugale.

La vicenda, proposta forse ottimisticamente in apertura della scorsa tormentata edizione della Mostra di Venezia, segue a partire dagli Anni Settanta le incertezze di un giornalista radiofonico di successo. Napoletano, annuncia a moglie e due bimbi di avere una relazione con una collega più giovane, trasferendosi di conseguenza a Roma. Con il passare degli anni (quaranta…) e l’avanzare della pellicola non saranno però le cose ad accomodarsi, tutt’altro.  

Denunciando forse le sue precedenti tentazioni letterarie e teatrali, non è tanto, infatti, che la pellicola tenda ad addentrarsi nelle psicologie dei personaggi. E nemmeno, che si affidi al significato assunto progressivamente dagli sfondi ambientali, e di riflesso ai mutamenti sociali o morali che li condizionino. Il film scorre in superficie come in del teatro filmato, a somiglianza di quel mistero, proposto piuttosto confusamente, della distruzione del nido domestico: atto furiosamente vandalistico, che avrebbe dovuto, se non delucidare, affinare parte di quei misteri, assenze e scomparse.   

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Time passes. Alba Rohrwacher takes on the role of Laura Morante, while Luigi Lo Cascio, also struggling with the same character, reappears as Silvio Orlando. It will remain for Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini and Linda Caridi to adapt, more or less lost, to the passage of time. Having said that, it will be they, the famous as well as commendably well-disposed actors, who will imprint themselves in the memory of the spectators at the conclusion of Lacci. It is Daniele Luchetti, following in the footsteps of Domenico Starnone's novel, who dares, on the contrary, to fit in: it was probably not an easy task, in that succession of two or three generations of parents, children, grandparents and grandchildren. They all have to be put in a row, following a theme that is in itself very tormented, that of conjugal coherence.

The story, perhaps optimistically presented at the opening of the last troubled edition of the Venice Film Festival, follows the uncertainties of a successful radio journalist from the 1970s onwards. A Neapolitan, he announces to his wife and two children that he is having an affair with a younger colleague and consequently moves to Rome. As the years go by (forty...) and the film progresses, things do not settle down, quite the contrary.  

Denouncing perhaps its previous literary and theatrical temptations, it is not so much that the film tends to delve into the psychology of the characters. Nor is it so much that it relies on the significance assumed progressively by the environmental backgrounds, and by reflection on the social or moral changes that condition them. The film flows on the surface as in a filmed theatre, in the likeness of that mystery, proposed rather confusedly, of the destruction of the domestic nest: a furiously vandalistic act, which should have, if not clarified, refined part of those mysteries, absences and disappearances.  

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