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TACCHI A SPILLO
(TACONES LEJANOS)
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 6 febbraio 1992
 
di Pedro Almodovar, con Victoria Abril, Miguel Bosè, Marisa Paredes, Bibi Andersen (Spagna, 1991)
 

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Melodramma - poliziesco come solo l'autore di MATADOR poteva concepire: i rapporti difficili (eufemismo) tra una diva della canzone e sua figlia abbandonata da sempre, ergo vendicativa.

TACCHI A SPILLO riprende lo schema di La LEGGE DEL DESIDERIO: un essere debole uccide per essere amato dal proprio idolo, amore che ottiene solo quando la morte li separa. Così come ripropone la tradizionale galleria di personaggi almodovariani: la madre castratrice, il padre assente, la deviazione, la trasgressione ed infine la morte come espressione massima della passione. Come il suo grande compatriota Bunuel, l'ormai adottato (dalla platee cinefile internazionali) Almodovar adora disquisire su personaggi in preda alla passione; e, ancora più, sorprendere lo spettatore girando le sue storie nel modo più strampalato.

Ma anche il disordine e la trasgressione hanno le loro regole. Perché lo spettatore sia disposto ad accettarle (se non nella morale, perlomeno nella logica drammatica) bisogna prepararlo progressivamente, dall'inizio della pellicola. Con un seguito di interventi deformanti, paradossali, che lo abituino all'insolito. Ecco quindi il miscasting, le sottolineature espressive sul colore, la musica, l'inquadratura, la recitazione che tendano all'inabituale. È in questo processo, in questa sorta di escalation verso la sregolatezza, squisitamente dominata e sdrammatizzata dalla derisione, che sta tutto il fascino di un cinema come questo.,

Si direbbe pero' (già lo si notava in LEGAMI) che con l'accettazione nel circuito più ampio la forza trasgressiva di Almodovar arrischi di annacquarsi. I suoi film sono sempre più coerenti, dominati (come sceneggiatura, come padronanza stilistica), elegantemente condotti in porto: con tutti i loro rossi al posto giusto, le mossette dei travestiti al momento atteso, e la scena erotica dovutamente eccessiva. In qualsiasi altro cineasta ciò costituirebbe motivo di progresso. In Almodovar, non è certo.

Perché, nei confronti di tanta provocazione, reagiamo con maggiore indifferenza? Perché, se le sue sceneggiature scivolano via con sempre maggior fluidità, è il suo stile, tutto quel lavoro di preparazione a sfiorare la convenzione, seppur perfettamente padroneggiata? Gli attori sono perfetti, ma non più iscritti (come ancora in DONNE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI) in un universo delirante di trasgressione stilistica: ormai costretti a parlare, a spiegare verbalmente le proprie ragioni. In qualche sequenza (quella splendida della protagonista che si accusa pubblicamente del delitto in diretta televisiva, con la traduttrice per sordomuti che le fa grottescamente da contraltare) rifulge intatta tutta la classe del regista; in altre (come nell'incontro sessuale fra Victoria Abril ed il transessuale) le aspettative offerte dalla sceneggiatura sono clamorosamente annacquate da una illustrazione ormai quasi di maniera.

La grande distribuzione, insomma, sta forse ammorbidendo tutte le asperità almodovariane: e quando si sa che queste costituivano la molla di tutto l suo cinema...

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Melodrama - detective story as only the author of MATADOR could have conceived: the uneasy (understatement) relations between a song diva and her long-lost, ergo vengeful daughter.

SPILLO HEELS reprises the pattern of THE LAW OF DESIRE: a weak being kills to be loved by his idol, a love he gets only when death separates them. So does he repurpose the traditional gallery of Almodovarian characters: the castrating mother, the absent father, deviance, transgression and finally death as the ultimate expression of passion. Like his great compatriot Bunuel, the now-adopted (by international cinephile audiences) Almodovar loves to disquisition characters in the grip of passion; and, even more, to surprise the viewer by spinning his stories in the most outlandish way.

But disorder and transgression also have their rules. In order for the viewer to be willing to accept them (if not in morality, at least in dramatic logic) they must be prepared progressively, from the beginning of the film. With a sequel of deforming, paradoxical interventions that accustom him to the unusual. Here then is the miscasting, the expressive stresses on color, music, framing, acting that tend toward the unaccustomed. It is in this process, in this sort of escalation toward unruliness, exquisitely dominated and downplayed by mockery, that lies the whole charm of such cinema as this.,

One would say, though (it was already noticeable in LEGENDS) that with acceptance into the wider circuit Almodovar's transgressive force risks being watered down. His films are increasingly coherent, dominated (as script, as stylistic mastery), elegantly harbored: with all their reds in the right place, the transvestite wiggles at the expected moment, and the erotic scene duly excessive. In any other filmmaker this would constitute grounds for progress. In Almodovar, it certainly is not.

Why, towards such provocation, do we react with greater indifference? Why, if his scripts glide by with increasing fluidity, is it his style, all that preparation work that verges on convention, albeit perfectly mastered? The actors are perfect, but no longer enrolled (as still in WOMEN ON THE HILL OF A NERVE CRISIS) in a delirious universe of stylistic transgression: now forced to speak, to verbally explain their reasons. In a few sequences (the splendid one of the protagonist publicly accusing herself of the crime on live television, with the translator for the deaf and dumb grotesquely acting as her counterpart) all the director's class shines through intact; in others (as in the sexual encounter between Victoria Abril and the transsexual) the expectations offered by the script are resoundingly watered down by an illustration now almost mannered.

Big distribution, in short, is perhaps softening all the Almodovarian asperities: and when one knows that these constituted the mainspring of all his cinema...

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