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FAVOLACCE
BAD TALES
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 9 ottobre 2020
 
di Fabio e Damiano D'Innocenzo, con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin (Italia, 2020)
 

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Meglio saperlo. Tutto inizia in modo gradevole, disinvolto; per terminare in ben altro, e pure nel tragico. S'intitola non a caso Favolacce, che in inglese hanno tradotto ancora più esplicitamente in storie brutte, questo secondo lungometraggio girato nell'arco di soli due anni dai poco più che trentenni gemelli D'Innocenzo.

Le villette a schiera riprese dall'alto ci fanno comprendere di trovarci uno dei quartieri periferici di Roma quelli che il cinema ha indagato a lungo. Sono ordinate, qualcuna pure con la piscina, anche se di quelle gonfiabili. Proprio non siamo, insomma, in un film di Pasolini. Niente di squallido, un certo benessere, di quasi rassicurante. E quel "quasi" forse per via di quella famiglia, una volta entrati all'interno dell'abitazione, completa di padre, madre figlioli. Muta, immobile, totalmente assente: in faccia allo schermo televisivo che si sta dilungando sulla quotidiana cronaca nera.  

Certo, affiorerà presto l'appena sfumata ipocrisia, il machismo ignorante dei padri, l'indifferenza sconsolata e rassegnata delle madri. Ma a rassicurarci già all'inizio ci sono quei figli, tutti scolasticamente diligenti, con i loro sorrisi muti, le confortanti angolazioni dei loro sguardi abilmente carpiti. Su tutto quello sfondo, piccolo borghese, normale. Di quella normalità che ci accompagna ormai da tempo, tutta apparente. Ormai lo sappiamo: il film è una favola, ma una favola nera.

Esordienti nel 2018 con l'interessante La terra dell'abbondanza, Fabio e Damiano D'Innocenzo quest'anno erano già di ritorno alla Berlinale, ma in Competizione. Per quasi clamorosamente affermarsi come una delle poche rivelazioni di quest'annata grama Covid: Orso d'Argento per la Migliore Sceneggiatura quindi, una volta rientrati in patria, Nastro d'Argento come Miglior film italiano, accanto a quelli per Produzione, Sceneggiatura, Fotografia, Costumi. Tutti questi riconoscimenti Favolacce se li merita davvero: per l'evidenza di un suo coraggio che non è soltanto frutto dell'ambizione, la sfida e la qualità della sua fattura. In un momento nel quale il cinema sembra non riuscire ad emergere spesso con una originalità tutta sua.

Favolacce è allora un film che non si dimentica, senza essere facile. Esalta per tutti quei suoi aspetti; senza evitarsi d'indisporre, al tempo stesso. Progressivamente, si compone in una sorprendente padronanza espressiva; per terminare in un soprassalto, assolutamente significativo ma non per questo consolatorio. Scava in continuità, spesso con i suoi primissimi piani, sempre grazie alla luce: indagando così, con una determinazione e una originalità che lasciano intravedere il ruolo futuro dei suoi autori nel prossimo cinema italiano, la solitudine di bambini e adolescenti. Visti non tanto e più banalmente come delle vittime, ma come dei testimoni. Così consapevoli del mondo proposto dagli adulti da scegliere di non farne parte.

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* * * (*)  FAVOLACCE (BAD TALES), by  Fabio e Damiano D'Innocenzo, con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi, Justin Korovkin (Italy 2020)

Better to know. Everything begins in a pleasant, nonchalant way; to end in much more, and also in the tragic. It is not by chance that this second feature film, entitled Favolacce - Bad Tales , which in English has been translated even more explicitly into ugly stories, and was shot in just two years by the little more than thirty-year-old D'Innocenzo twins.

The terraced houses shot from above make us realize that we are in one of the suburbs of Rome that the cinema has long investigated. They are tidy, some of them with a swimming pool, even if they are inflatable. We are just not, in short, in a film by Pasolini. Nothing sleazy, a certain well-being, almost reassuring. And that "almost" perhaps because of that family, once inside the house, complete with father, mother and children. Mute, motionless, totally absent: in the face of the television screen that is dwelling on the daily crime news.  

Of course, the barely faded hypocrisy, the ignorant machismo of the fathers, the disconsolate and resigned indifference of the mothers will soon emerge. But what reassures us already at the beginning are those children, all of them scholastically diligent, with their mute smiles, the comforting angles of their skillfully carpeted looks. Against all that background, little bourgeois, normal. Of that normality that has been with us for some time now, all apparent. By now we know: the film is a fairy tale, but a black fairy tale.

Debuting in 2018 with the interesting La terra dell'abbondanza, Fabio and Damiano D'Innocenzo were already back at the Berlinale this year, but in Competition. To almost clamorously establish themselves as one of the few revelations of this year grama Covid: Silver Bear for Best Screenplay then, once back home, Nastro d'Argento as Best Italian film, next to those for Production, Screenplay, Photography, Costumes. All these awards Favolacce - Bad Tales really deserves them: for the evidence of his courage that is not only the result of ambition, challenge and quality of his workmanship. At a time when cinema often seems to fail to emerge with an originality all its own.

Favolacce - Bad Tales is then a film that cannot be forgotten, without being easy. It exalts for all those aspects of it; without avoiding being indisposed at the same time. Progressively, it is composed in a surprising expressive mastery; to end in an upsurge, absolutely significant but not for this consolatory. It digs in continuity, often with its close-ups, always thanks to the light: thus investigating, with a determination and originality that allow us to glimpse the future role of its authors in the next Italian cinema, the loneliness of children and adolescents. Seen not so much and more banally as victims, but as witnesses. So aware of the world proposed by adults that they chose not to be part of it.

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