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RICHARD JEWELL Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 14 gennaio 2020
 
di Clint Eastwood, con Paul Walter Hauser, Sam Rockwell, Jon Hamm, Olivia Wilde, Kathy Bates, Mike Pniewski, Eric Mendenhall, Dylan Kussman (Stati Uniti, 2019)
 

Quella di Richard Jewell è una storia vera. Sopratutto da non dimenticare, non fosse perché completa, e per molti aspetti perfeziona, la serie iniziata sul tema diventato sempre più caro a Clint Eastwood, l'eroismo. Dapprima quello un po' ambiguo, e anche cinematograficamente faticoso: sul celebre cecchino Chris Kyle nella guerra in Iraq, in American Sniper del 2014. Seguito però dopo soli due anni dal moderno, sorprendente eroe di Sully: il semplice, credibile pilota della US Airlines che ammarra sull'Hudson salvando i 155 passeggeri di un volo civile in avaria.

Nel 2017 sarà la volta dell’attentato al treno nell’alquanto sbrigativo Ore 15.17 – Attacco al treno. Ma oggi, dopo la splendida parentesi del tenero e nostalgico The Mule, ecco l'autore dei capolavori Gli spietati, Gran Torino, Mystic River dar seguito (a novant’anni, con il suo quarantaduesimo film da regista…) non soltanto a quella che pareva una trilogia ormai conclusa. E' la vicenda di Richard Jewell, più simile, a dire il vero, a quella di un anti-eroe: che nemmeno sembra abbisognare di riconoscenza pubblica per i suoi atti di fede. L’universo che gli si ruota attorno rappresenta la coerente, addirittura evolutiva dimensione rispetto alle riflessioni precedenti che conosciamo dell'autore.

Niente di gridato, non fa parte del cinema di Eastwood. Jewell (interpretato da un Paul Walter Hauser originalissimo nella sua pacatezza) è il trentenne sovrappeso che vive ancora con la mamma; ma fa la guardia di sicurezza, convinto com’è che il bene comune sia sempre da proteggere. Verrà assunto ad Atlanta in occasione delle Olimpiadi del 1996; scoprendo prima di un concerto lo zaino colmo di chiodi e l’esplosivo. Stenteranno a credergli, ma la tragedia nella calca dilagante risulterà perlomeno ridimensionata. L’uomo comune, da sempre cosi caro ad Eastwood, godrà allora tre giorni di popolarità: prima che la vacuità ai confini del crimine da parte dell'FBI, l’invasione insensata della valanga mediatica, la vanità interessata dei politici che stanno addietro facciano intravvedere a quell’ossequioso osservante della legge, quanto allo spettatore appare semplicemente assurdo: la prospettiva della sedia elettrica.

I dubbi sempre più feroci e crudeli, insinuati dai poteri sempre più forti e stolti, nei confronti di Richard Jewell ricalcano allora, nella loro esponenziale fuga in avanti, quelli altrettanto assurdi e quindi perversi di un Sistema, con il quale già doveva confrontarsi Sully Sullenberg, il pilota del film omonimo interpretato da Tom Hanks. Certo, alla fine, Sully fu riabilitato; ma al generoso Jewell, lungi dalla riconoscenza, fu concessa soltanto la facoltà di scomparire dalle memorie. Proprio come aveva predetto l’assistente del suo avvocato: “Dalle mie parti, quando accusano qualcuno, significa che è innocente”. Su come la pensi in merito l'ultimo dei Grandi Vecchi hollywoodiani c'è da scommettere.

 


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