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AMERICAN SNIPER Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 7 gennaio 2015
 
di Clint Eastwood, con Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman (Stati Uniti, 2014)
 
Ispirato alla vita e all'autobiografia di Chris Kyle, sottufficiale dei Navy Seal e cecchino leggendario che protesse in Irak l'avanzata dei marines uccidendo più di 200 persone (un record nella storia militare USA), l'ultimo film dell'ottantaquattrenne maestro di tante battaglie non è una riflessione sulla guerra. Ma un ritratto di sé stesso, della propria filosofia, del suo modo di porsi nei confronti della Patria.

Non si tratta allora di mettere in discussione la perizia di un cineasta che non solo rappresenta l'ultimo erede del grande classicismo hollywoodiano, ma che sull'uso della violenza ha costruito molta parte della sua gloriosa filmografia.

Secche, implacabili, spesso vissute attraverso la visione distaccata, chirurgicamente analitica, di un visore posto sopra un'arma usata con micidiale destrezza, sull'esitazione dell'indice appoggiato al grilletto, le scene di guerra di AMERICAN SNIPER non sono solo difficilmente eguagliabili in termini di straordinario realismo (come già erano state, nel 2006, quelle di FLAGS OF OUR FATHERS sul terribile sbarco dei marines sulla spiaggia di Iwo Jima e, soprattutto, il susseguente gemello, e sublime, LETTERE DA JIWO JIMA). Nella loro efficacia, nella semplicità e precisione con la quale traducono lo sguardo del cineasta esse si caricano quasi inconsciamente di un peso morale che, impresso su uno schermo, sedimenta nella memoria ben oltre tanti discorsi.

Rimane il fatto che il film è tutto costruito in una serie di andirivieni fra l'orrore della battaglia e l'aspirazione alla serenità familiare, costituita dalle pause fra una missione e l'altra del protagonista. Meglio dimenticare allora l'incontenibile emozione suscitata da quel genere di contrapposizione in IL CACCIATORE di Michael Cimino per rendersi conto della convenzionalità delle rimpatriate di AMERICAN SNIPER. Dovuta allo schematismo della sua costruzione drammatica (alleata allo scarso carisma del protagonista-produttore Bradley Cooper e consorte Sienna Miller, che non contribuiscono di certo all'identificazione da parte dello spettatore) l'impressione di uno scarso approfondimento ideologico di una pellicola nella quale non si dice mai l'essenziale? E cioè di quanto in ognuna delle due parti ci siano i buoni e i cattivi, di quanto questa distinzione venga progressivamente obnubilata nell'infamia di ogni guerra. Forse, AMERICAN SNIPER è soprattutto il film di un grande vecchio che volge uno sguardo a ritroso sul proprio (più che esauriente) cammino; riaffermare i propri atti di fede gli appare questo punto ormai sufficiente.


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