3702 recensioni a vostra disposizione!
   
 
 

APRILE Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 8 aprile 1998
 
di Nanni Moretti, con N.M., Silvia Nono, Silvio Orlando (Italia, 1998)
 
Cosa scrivevamo di PALOMBELLA ROSSA? Un film tutto girato in una piscina dalla quale l'azione non si allontanava mai, e che gli garantiva l'unità di luogo. Una partita di pallanuoto: che assicurava quella di tempo. Unità essenziali: perché servivano a reggere l'intera costruzione di un film altrimenti disintegrato in tanti spezzoni di memoria. Di CARO DIARIO si esaltava proprio l'opposto: diviso in tre episodi, tutto costruito sull'idea di un'esplosione, una frammentazione. Tanto PALOMBELLA era riflessione che da privata si faceva di tutti, sull'isola del proprio mondo poetico, tanto CARO DIARIO lievitava in tante fughe, verso l'esterno, verso i cammini concessi dalla fantasia quando è guidata dall'intelligenza, la lucidità di uno sguardo.

Che dire ora di APRILE.? Che con PALOMBELLA ROSSA ha in comune la riflessione sull'Italia dei nostri giorni, lo sguardo morale sul costume che ci accompagna; e con CARO DIARIO l'esplosione di un Io prepotentemente narcisistico in una parcellizzazione di osservazioni? Che l'ultimo film del più personale dei cineasti italiani degli ultimi dieci anni conferma la fantasia di sempre: ma non ha la qualità di PALOMBELLA (il rigore del contenitore, la progressione della struttura drammatica, l'equilibrio perfetto tra l'ambiente ed il discorso), e nemmeno quelle del DIARIO (la libertà straordinaria dell'invenzione, la felicità ai limiti dell'incoscienza del filmare).

Intendiamoci: quando si dice di un film di Moretti "meno riuscito", s'intende pur sempre quanto di meglio passa il convento-Italia. Il grande Nanni è sempre stato un mago di una mistura che fa grande il cinema: quella fra il pubblico ed il privato. E APRILE non contraddice a questa regola, anzi. Che il regista faccia coincidere alla sua tragicomica riflessione politica sull'Italia da Berlusconi a Prodi la sua cronaca personale che lo conduce a ritrovarsi novello papà, conferisce al film un'umanità, una tenerezza, una giustificazione esistenziale forse superiore a quanto fatto finora da Moretti.

Ma la visione di APRILE lascia comunque un pochino "sulla propria fame", come dicono i francesi. Se la struttura torna ad essere allegramente disordinata, le battute, le trovate sanno talvolta di rimasticato. In Vespa, Moretti c'era già andato, e meglio. Il mambo ed il cha-cha- cha, egualmente, già glieli avevamo visti inimitabilmente accennare. Gli spezzoni televisivi sono usati talvolta bene (quel "dai, d'Alema, dì qualcosa di sinistra!"), ma su Berlusconi ed il fido Fede si poteva magari fare di meglio. Le scene in famiglia, come detto, sono proprie del nocciolo del cinema morettiano: ma, onestamente, qualche situazione e battuta sulla situazione del maschio che entra in maternità non è proprio inedita.

Se pensiamo oltre tutto che a Moretti sono occorsi 5 anni per passare da PALOMBELLA a CARO DIARIO, sul fatto che quest'ultimo era spezzato in tre episodi, se prendiamo atto di una certa carenza strutturale di questo suo APRILE (vogliamo fare un confronto con le costruzioni di un altro sommo narcisista, Woody Allen?), nasce il sospetto che lo straboccante (di idee, sinergie, attività varie) creatore italiano abbia qualche problema nell'affrontare la durata del lungometraggio. Confermata dal fatto che proprio lui, dichiarando di aver chiuso con la forma del diario, sembra essere il primo ad essersene accorto.


   Il film in Internet (Google)

Per informazioni o commenti: info@films*TOGLIEREQUESTO*elezione.ch

 
 
Elenco in ordine


Ricerca






capolavoro


da vedere assolutamente


da vedere


da vedere eventualmente


da evitare

© Copyright Fabio Fumagalli 2020