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DARK CRYSTAL
(DARK CRYSTAL)
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 16 giugno 1983
 
di Jim Henson e Gary Frank Oz, con Jim Henson, Kathryn Mullen, Frank Oz (Gran Bretagna, 1982)
 
"L'immaginario gode di ottima salute e il cinema americano, da Guerre stellari a E.T. gli deve i maggiori successi di influenza di questi ultimi anni.

Il cinema, meglio di ogni altra espressione artistica, riesce a trasformare in fantastico la realtà più evidente, quella fotografica. E quando, come qui, può buttare nell'impresa dei mezzi praticamente illimitati, anche i risultati non finiscono di sorprendere. Prodotto da Gary Kurtz, che ha alle spalle l'esperienza di Guerre stellari e di L'impero colpisce ancora, e creato dagli animatori dei Muppets, i celebri pupazzi che la televisione ha portato in ogni casa, DARK CRYSTAL è il risultato di un lavoro durato cinque anni e che, tecnicamente, è difficile non definire sbalorditivo. L'universo del film non assomiglia a nessuno dei precedenti del filone fantastico: nato dalla penna magica del disegnatore Brian Froud esclude la presenza degli umani. Ma le marionette, portentose d'originalità e di tecnica costruttiva, sono animate dalla presenza interna di uno, talvolta due mimi. La natura medesima, che talora è ripresa dal vero, è ricreata costantemente. I vegetali si animano e si uniscono ad un bestiario fantastico per creare uno sfondo sognante e divertito.

La fantasia degli autori trova il suo maggior risultato nella raffigurazione dei due gruppi di personaggi che ispirano la vicenda, i buoni e i cattivi. E, come spesso accade, sono proprio i cattivi del film a riuscir meglio: incarnazione dell'orrido, con una testa da avvoltoio e un corpo da tapiro, spiumati e cadaverici ma rivestiti sapientemente di abiti d'antico fasto, essi rinviano costantemente ad un mito anche cinematografico del potere malefico. La morte dell'imperatore, vestito come un Ivan il terribile di Eisenstein, e che si disfa in briciole come una delle creature di Eraserhead di Lynch, è uno dei grandi momenti del film.

Nella sua magistrale riuscita figurativa Dark Crystal non riesce sempre ad esprimersi su livelli equivalenti per gli altri aspetti della pellicola.

Già le figure dei due protagonisti, specie di Adamo ed Eva di questa genesi fantastica destinati a mettere tutti d'accordo ricomponendo il cristallo del titolo, sono piuttosto deludenti: ispirate, stranamente, alla tradizione est-europea dell'animazione cinematografica, rompono figurativamente con il resto del film. Leccatine convenzionali, tutte un fremito di ciglia e di buone intenzioni esse contribuiscono a sottolineare quello che è l'aspetto meno riuscito del film. La prevedibilità dell'intreccio, il conformismo semplicistico di una morale che trova, espressivamente, il suo risultato nella sequenza finale. Trionfalistica quanto facilina, che la fa assomigliare ad una propaganda per detersivi più che alla conclusione di un poema figurativo per il quale si sono scomodati Tolkien, e il ciclo del Graal, Wagner, il Flauto magico, ed i fasti della "heroic fantasy".

Cosa manca, in definitiva, a questo DARK CRYSTAL? Un poco, e sembra paradossale, di delirio. Straordinario a livello espressivo, lo è assai meno a quello morale o, anche più semplicemente, aneddotico. Avrebbe potuto essere un viaggio nel mistero e nel magico, è invece soltanto un viaggio sulle strade, talvolta risapute, che reggono la fiaba. Accontentiamoci."


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