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PER FAVORE NON MORDERMI SUL COLLO
(THE FEARLESS VAMPIRE KILLERS)
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 20 luglio 1972
 
di Roman Polanski, con Jack MacGowran, Roman Polanski, Sharon Tate, Ferdy Mayne, Alfie Bass, Jessie Robbins (Gran Bretagna, 1967)
 
Tipico film maledetto, misconosciuto, di un regista troppo noto per altre ragioni. Dal 1967, anno di nascita di questo Polanski, bisogna risalire di più di trent'anni, fino ai tempi di Dreyer o di Murnau per ritrovare delle variazioni sul tema altrettanto valide. Questo per dirvi che PER FAVORE NON MORDERMI SUL COLLO a dispetto del tema e del titolo faticoso che tiene distante la gente, è un piccolo capolavoro, uno di quei film preziosi ed unici che hanno un fascino tutto particolare.

Capolavoro di equilibrio: perché il film di Polanski è un film d'orrore, di avventura e commedia brillante allo stesso tempo. L'arte del suo autore è appunto quella di saper meravigliosamente equilibrare queste componenti, e di riuscire con questo equilibrio ad eliminare i limiti dei tre generi, se presi separatamente. Come nel cinema di Chaplin, anche se in un contesto diverso, in questo di Polanski la comicità interviene quando il dramma si fa troppo evidente. Essa rompe, ed allo stesso tempo perfeziona, un'atmosfera insostenibile. Avventura, orrore e commedia sfociano così in una descrizione del fantastico tra le più belle che ci abbia offerto il cinema del dopoguerra. La sapienza raffinata dell'ambientazione (si pensi a tutta la parte della taverna, al paesaggio ed alla parlata centro-europea, così adatti e storicamente giustificati in una storia del genere), l'uso del colore (il rosso del sangue e del vino, il verde dominante nelle scene del castello), l'arte dell'erotismo si fondono perfettamente nella logica del racconto, nel raggiungimento di certe atmosfere che fanno pensare a Verne più che a Poe o, visivamente, a certe scene di Bruegel o di Bosch. E si pensi infine alla conclusione del racconto, apparentemente comica ma in effetti intelligentemente carica di significati e di rinvii psicologici, una sorta di rilancio storico per un tema che si vorrebbe confinato nel campo della curiosità e della leggenda.


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