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LUCI DELLA RIBALTA
(LIMELIGHT)
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  Stampa questa scheda Data della recensione: 19 febbraio 1976
 
di Charlie Chaplin, con Charlie Chaplin, Claire Bloom, Sydney Chaplin, Buster Keaton (Stati Uniti, 1952)
 

Tre stelle ovvie:Chaplin è un monumento del cinema. Ed ognuna delle sue opere va vista in questo senso. Detto questo, bisogna riconoscere che LUCI DELLA RIBALTA, visto venticinque anni dopo,è anche un film imbarazzante. E che molti di questo mestiere farebbero volentieri a meno di recensire. Perché è un film indecente: indecente come può esserlo un artista sommo che, al culmine(o al termine?) di una carriera decide di mettersi a nudo. Chaplin,il clown vecchio,il clown che si domanda se sarà ancora capace di far ridere, si spoglia dinnanzi a noi di ogni pudore, e ci pone queste domande. Il film, che è sicuramente un dramma tra i più scontati del cinema, che usa tutti gli ingredienti del caso, può cosi essere visto in due modi. Lo si può accettare, con tutto il suo sentimentalismo ed il suo pietismo, per la sincerità con la quale ce lo propone Chaplin. E allora si può riconoscere in esso quegli echi da tragedia shakespiriana, da melodramma umano totale, che una parte della critica degli anni Cinquanta ha visto. Oppure, lo si può esaminare oggettivamente, distaccandolo dalla personalità strapotente del proprio autore: ed in quel caso non si può evitare di notare la ruggine che si è formata negli ingranaggi. Agli occhi smaliziati dello spettatore di oggi molte delle sequenze di LIMELIGHT appariranno praticamente risibili. La costruzione è antiquata, i dialoghi sovrabbondano, gli incastri psicologi sono risaputi, l`invenzione sull`immagine rimane al livello del semplice effetto fotografico (tipiche,a questo proposito, appaiono le sequenze girate nel teatro: che sfruttano solo fotograficamente gli angoli di ripresa dietro le quinte, senza mai riuscire a ridarci quel fascino particolare dell'ambiente,quell`”odore” della ribalta che molti grandi registi americani ci hanno restituito in modo splendido).


Ma il personaggio Chaplin è stato troppo grande nella storia dello spettacolo del nostro secolo perché lo si possa scindere dall`uomo: anch`egli, tra l`altro, sempre al centro di avvenimenti politici, sociali, oltre che artistici. Ed è per questo che il film conserva un suo fascino: pur, o forse proprio per questo, nei limiti di una confessione melodrammatica che sfiora l`esposizione ad effetto.


   Il film in Internet (Google)

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