SI LE SOLEIL NE REVENAIT PAS

di Claude Goretta, con Charles Vanel, Philippe Leotard, Catherine Mouchet

In uno sperduto fondovalle di montagna, un pugno di montanari attende il ritorno del sole. Che il patriarca-stregone del villaggio (Charles Vanel, più vicino ai cento che ai novanta) si ostina a negare.
Microcosmo, con tema apocalittico, condizione esistenziale e meteorologica eterna da capolavoro. Che, ahimè, tarda a venire. Il film di Goretta è nobilissimo, ci mancherebbe, ma non decolla mai: le sue storie frammentarie, la neve che cade filmata benissimo, il ritorno del sole atteso per tanti minuti non conducono mai all’apoteosi tanto sottolineata. Vanel é un ciuffo di sopracciglia candide portate a spasso, Leotard l’alcolizzato al bistrot dei quadri degli impressionisti, ma che dal quadro non pensa mai d’andarsene, Catherine Mouchet la mai desantificata anima candida di THERESE.
Il film fa pensare a DERBORANCE di Reusser. E a tutti quei film, girati in montagna come in pianura che, al contrario di HOHENFEUER, non riescono mai a travolgere quella frontiera sottile ma precisa che separa il paesaggio dal suo significato, la realtà dalla fantasia, le miserie terrene dalle glorie celesti…

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