IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



I meriti, ed i limiti, di SACCO E VANZETTI (simili a quelli di film come Z o LA CONFESSIONE di Costa- Gavras), sono quelli del film politico inteso come drammatizzazione di un fatto storico. O come, diciamolo pure, commercializzazione dell’evento storico, allo scopo di sensibilizzare una platea più vasta possibile.
Direi che di fronte alla sincerità, ed anche alla sensibilità di Montaldo, non si possa negare che i risultati giustifichino ampiamente i mezzi: l’emozione del celebre dramma giudiziario ci è resa con una efficacia indubbia, e lo scopo di un film come questo è quindi rispettato.
Pur nei suoi limiti evidenti (che sono quelli inevitabili dell’impostazione dimostrativa; più altri, forse più trascurabili, come ad esempio l’assoluta improbabilità delle figure femminili) il film è però centratissimo nella direzione degli attori, in una certa qual delicatezza nella pittura dei personaggi, nel desiderio di scavare e scoprire l’uomo, sotto il personaggio.













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