IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



Nato dall’ambizione di una delle figure prominenti del teatro inglese, Ian McKellan, e ancor più dalle recenti fortune degli adattamenti shakespiriani alla Kenneth Branagh, questo Riccardo III è firmato da un autore televisivo riconvertito al thriller (FULL CIRCLE, BELLMEN AND TRUE): e si vede. Come molti dei polizieschi in voga, il film è infatti doviziosamente virtuosistico, saltuariamente avvincente, spesso roboante ed in definitiva un po’ vano.
Gli autori hanno ambientato gli echi celebri (“My Kingdom for a horse”) negli anni Trenta: le camicie nere, gli orpelli che sappiamo, gli stendardi rossi che incorniciano gli infernali agenti del Male rimandano ovviamente al nazismo nascente. la serie diabolicamente inarrestabile di assassini, invece, ad un cinema quasi “gore”: tanto l’avvicendamento furibondo delle peggiori perversioni finisce per sfociare (o, magari, fortunatamente stemperarsi) nei toni ludici. Quasi un musical sanguinario, che le canzoni-jazz suggeriscono.
Quello degli autori è certamente uno sguardo singolare. Grande, soltanto l’ombra del testo…













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