IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



1954, nel college ultraconservatore del New England si va formando una schiera d’insopportabili petulanti, eventualmente iperdotate, destinate comunque ad essere maritate al più presto ai migliori partiti in circolazione. Sbarca l’insegnante di storia dell’arte liberal-femminista che cercherà d’inculcare sacrosanti principi di emancipazione grazie a sconvolgenti equazioni, genere Van Gogh, Soutine e Pollock contano quanto Michelangelo o Raffaello.
Tra mossette, rossori diffusi, lacrimevoli umori che traspaiono dai mitici occhi di cerbiatta è proprio lei, Julia Roberts, la prima a non credere. In un film che si distacca di cinquant’anni da una situazione per ripiombare negli schemi più prevedibili e conformisti di una estetica scimmiottata e mai analizzata. Senza gli attori e soprattutto gli sceneggiatori di QUATTRO MATRIMONI o DONNIE BRASCO, Mike Newell pensa di rifare L’ATTIMO FUGGENTE versione womanlib filmando i piccioni che svolazzano attorno al campanile del campus.













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