IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



John Huston è il più prolifico fra i celebri monumenti hollywoodiani. Ad oltre settantanni si è permesso il lusso di filmare alcune opere che è difficile non definire capolavori, come FAT CITY o L’UOMO DAI SETTE CAPESTRI. Opere nelle quali, oltre ad una serenità contemplativa che gli permette di distaccarsi criticamente dalla eventuale “banalità” della storia, denotano un senso dell’humour straordinario, una lucidità di discorso che gli permettono di legare continuamente le immagini del film ai significati della vita contemporanea.
L’UOMO CHE VOLLE FARSI RE é un suo film minore. La carica di simpatia che proviene dal film è dovuta, in gran parte, all’ironia, al senso dell’assurdo, dal gusto dell’avventura di Kipling, dal quale è tratto.
Huston ha giocato il gioco: le scene della traversata delle montagne, ad esempio, sono di una grandezza epica. E cosi l’ambientazione. Ma la parabola sulla vanità del potere e dell’ambizione, sull’attrazione dell’avventura e del gioco con l’esistenza cosi come ce la restituisce Huston sono un poco esili. Ed il film, malgrado una fotografia di prim’ordine e un cast eccezionale non mantiene sempre le proprie promesse.













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