IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



Procedimento esattamente opposto nel polacco L’INTERROGATORIO, uno dei molti film estratti da Cannes dai cassetti-tomba della censura dell’Est.
La grandissima Kristyna Janda è l’innocente torturata dal potere stalinista: così innocente da chiedersi ancora, dopo mesi nel buco nero, se non si tratti di un errore: il film di Bugajski è una delle testimonianze più tragicamente insopportabili che mai siano state date sull’abbiezione della tortura. Fisica e morale, in una descrizione minuziosa, protratta esasperatamente nel tempo di cosa significhi privare il proprio prossimo prima della libertà, poi della dignità, anche la più intima.
A differenza da NON UCCIDERE di Kieslovski, L’INTERROGATORIO non è inserito in un processo di epurazione espressiva, che ne rende sopportabile la visione pur nei suoi momenti più violenti. Nasce da una somma di accentuazioni teatrali, anche se nel buon senso del termine. Con il risultato di ottenere l’effetto contrario: il rifiuto, piuttosto che l’assimilazione, della protesta.













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