LA POLVERE (Porokh)

di Viktor Aristov, Yuri Belyayev, Svetlana Bragarnik, Lyubov Kalyuzhnaya, Vadim Makarovsky

“Merito della rassegna di Lugano è stato quello di confermarci la presenza di voci imperiose; ma anche quella di rivelarcene altre, inaspettate.
Come quella, all’interno di un genere che sospettavamo imbalsamato come quello del film di guerra, di Viktor Aristov, autore di LA POLVERE.
Il film di guerra gioca un ruolo particolare all’interno della società sovietica. Poiché, progressivamente, la celebrazione eroica delle rappresentazioni guerriere della Seconda Guerra Mondiale, si è sostituita a quella della Rivoluzione d’Ottobre. E poiché è molto più facile intrattenere il Mito patriottico piuttosto che quello rivoluzionario, ecco che il regime ha visto sicuramente di buon occhio questo tipo di evoluzione. Film come LA POLVERE giocano quindi una particolare dialettica con i detentori del potere: poiché mettono in dubbio non tanto il mito del patriottismo, ma quello del rituale eroico che dovrebbe sostenerlo.
Il film narra di un gruppo di cittadini che, mescolato ai militari, deve rifornire di polvere da sparo Leningrado assediata dai tedeschi: proietta, come poche altre volte, il quotidiano, il normale, in quella situazione di follia degenerativa che è il quadro guerriero.
Ritratti umani, perfettamente delineati dalla sceneggiatura, si stagliano con originalità nel tradizionale trionfo dell’orrore: guidati da una visione registica sorprendentemente matura, questi portatori di verità si contrappongono dialetticamente ai cosiddetti valori eroici. Dando vita, una volta ancora, ad una rimessa in questione salutare e commovente di quelle teorie politiche e sociali che pretendono governare e risolvere le angustie della condizione umana.”

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