IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



Sulla scia del successo enorme de LA CAGE AUX FOLLES, uno dei più vasti del teatro leggero europeo degli ultimi anni, e su quello, altrettanto importante, della prima riduzione cinematografica, ecco puntuale il numero due. Qualcuno ha parlato di formule. Non direi, perché anche quella è una formuletta di comodo: il PADRINO numero due vale più del numero uno, l’ ESORCISTA secondo è quasi un capolavoro, mentre il primo è un film a effetti. Certo, la formula è più che abusata. Qui i nostri due amici vengono coinvolti in una faccenda di spionaggio, con tanto di tradizionali inseguimenti e cadaveri a gogo. E i travestimenti che Michel Serrault è costretto a compiere per sfuggire agli inseguitori sono un pretesto più che ovvio. Il tutto, perlomeno sul piano commerciale, costituisce però un “divertissement” condotto con mestiere sicuro. E, grazie soprattutto al bravissimo Serrault, non privo di situazioni e battute divertenti. Quando usci il primo VIZIETTO fummo tra i più intransigenti nel condannare il facile umorismo e voyeurismo sul travestito col ditino sollevato. Sarà per il particolare squallore di questo dicembre cinematografico luganese, ma stavolta il cattivo gusto ci colpisce meno. Siamo in pieno consumismo, intendiamoci: ma svolto onestamente, e con persino qualche istante di tenerezza, di riflessione matura, sulla condizione dei due ultracinquantenni, ahimè, sempre “diversí”.













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