IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



Nell’inquietante normalità dell’America degli anni 70, in un tono quasi fiabesco, fra dissolvenze cromatiche, delizie adolescenziali e conformismo dilagante la vicenda terribile che si fatica ammettere sia quella del titolo. Cinque deliziose ninfette già in pizzi trasparenti ma ancora tra bambolotti in peluche scompaiono una dopo l’altra: per eccesso di amore, autorità, ipocrisia, bravata, benessere, follia. Chissà.
Figlia d’arte attesa col fucile spianato Sofia Coppola ci mette un po’ tanti stili, dal realismo sarcastico al decorativismo flou, dallo charme teenager alla crudeltà, o all’idiozia, dei rapporti educativi. Ma è proprio questa mescola paradossale e difficile a fare l’originalità del film, la sua sincerità e generosità, il suo coraggio. Il grottesco, l’orrido cova sotto le ceneri delle buone maniere, il colore dei cocktail, l’eco accattivante delle musiche d’epoca. Un universo asettico sconvolto dallo sguardo infuocato di un’opera prima alquanto straordinaria.













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