IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)


Si mormora in giro che questo numero due di Frankenheimer sia meglio del numero uno di FRENCH CONNECTION che fece Friedkin (e che si prese, ignominosamente al solito, anche qualche Oscar). Beh, fra tutti e due… C’é Gene Hackmann che é veramente un bel tipo, che è molto bravo e che assomiglia a Popeye, quello degli spinaci. Poi c’é il regista Frankenheimer che da vent’anni sembra sempre che stia per fare dei capolavori (e qualcuno ci crede); ma, in effetti tira a campare come può. E cioé con un ottimo mestiere, e nulla più. C’é quindi un bel po’ di azione, un bel po’ di violenza che serve sempre a creare la prima, una sequenza di “mancanza” di droga piuttosto lunghetta. Ed alla fine vi ritrovate con il solito pugno di mosche. Vi sfido a ricordarvi di questo film fra tre mesi.
Cosa vuol dire tutto questo discorso sulla pulizia, la droga, la violenza? Niente, se non che é utile servirsi di questi argomenti per fare del commercio. Ai tempi di Bogart gente come Hawks o John Huston firmava dei capolavori con dei film polizieschi. O, più recentemente, Altman con IL LUNGO ADDIO. Ma occorre sventrare dei personaggi, delle situazioni, dei meccanismi (come fa Altman) per raggiungere un’emozione, una verità umana, una poesia. Solo Hackman pare mirare un poco oltre la punta del proprio naso. Ma non basta.













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