FINO ALL’ULTIMO RESPIRO (A BOUT DE SOUFFLE)

di Jean-Luc Godard, con Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Jean-Pierre Melville

A dieci anni di distanza il celebre A BOUT DE SOUFFLE riconferma la sua importanza capitale (e quella di Godard, che maturerà in seguito in opere più sublimate) per tutto il cinema degli anni Sessanta. Cinepresa liberata dalla sua staticità, dialoghi improvvisati e vissuti sul momento, immediatezza della ispirazione, freschezza nella direzione degli attori. Anche a prezzo di qualche leggerezza, di non poche ricadute intellettualistiche e gratuite, questo cinema rappresenta lo sforzo più concreto per liberare quest'arte da tutto l'apparato industriale – finanziario e meccanico che ne soffocava l'ispirazione e la libertà di espressione. Quando Belmondo si volta verso lo spettatore per strizzargli l'occhio, o quando ammicca alle espressioni di Humphrey Bogart esposto in effigie nel cinema dei Champs Elysèes è tutta una generazione e una tradizione e di regole stereotipate che crolla.

Il primo film di Godard è certamente il primo passo verso una nuova libertà: quella del suo autore, che sarà totale in film come PIERROT LE FOU, e quella di tutto il cinema posteriore, di tutta una generazione di cineasti dei quali ben pochi sfuggiranno alla lezione ed al richiamo del film.

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