IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)


A giudicare da quest’ultimo lavoro dell’autore de l’ingorgo, la commedia italiana sta proprio male. Che diverta sempre meno lo sapevamo da tempo. Colpa dei tempi, si è detto, ed invero è difficile darle torto. Ma, almeno, riusciva nell’agrodolce a trasmetterci ancora qualcosa.
Qui, in questa storia di cineasti che hanno ripreso di nascosto delle scene dal vero, nell’intimità di una camera d’albergo, c’era l’ambizione di condurre un discorso di un certo impegnoQuello sui confini, difficili, fra finzione e realtà. I nostri cineasti vogliono completare con delle scene girate in finzione quanto avevano di documentario: è chiaro, e non proprio inedito, l’interrogativo che sta dietro a tutto ciò. Dove finisce il cinema, e dove inizia la vita.
Ma il giochetto non riesce, gli attori sono abbandonati a loro stessi. Un tema interessante, una sceneggiatura incerta, un’ispirazione assente.













In questo sito sono attivi solo i cookie tecnici necessari per il funzionamento delle pagine. Non viene effettuata nessuna profilazione, e nessuna informazione viene fornita a terzi. Gli unici dati personali memorizzati sono gli indirizzi email di chi si iscrive alla nostra newsletter
Copyright Fabio Fumagalli 1970-2026