IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 (THE DEVIL WEARS PRADA 2)



E’ il gioco della sopravvivenza, come quello di moda alla TV. Ma a livello generazionale: per incutere alle nuove generazioni di alunni indisciplinati il senso che la vita è un gioco che va affrontato lottando, una classe viene trasportata su un isola allo scopo di autoeliminarsi. Un solo sopravvissuto potrà tornare a casa. C’è chi si adegua subito, massacrando colui che era il compagno di banco fino alla vigilia. E chi si suicida immediatamente, per non dover far violenza all’amichetta. Esiste un mezzo per cavarsela che non consista nell’leliminazione degli altri quaranta? Difficile, anche perché a capo delle truppe di sorveglianza c’è il terribile (oltre che ormai mitico) Takeshi Kitano, ex insegnante con molte turbe personali da sistemare.
Metafora violentissima e solo in parte divertita, pure un po’ grossolana, La violenza parossistica di BATTLE ROYALE non è sempre coreografata con sufficiente maestria perchè si faccia astratta, e quindi eterna, universale ed esemplare. Il videogame minaccia dietro all’angolo di questi giapponesi disinvolti; che ricorrono pure a mezzi sbrigativi, come l’uso dell’Adagio di Albinoni. Ma il tema della soluzione violenta che impedisce la riflessione, la strategia per non dire il tentativo di comprendere l’altro e le sue ragioni è di strettissima attualità. Pure talebani e terroristi, sembra dirci Fukasaku tra una pistolettata e l’altra hanno, se non un anima, una motivazione.
Un film abile ed ambiguo, come il suo finale. Con lui che le dice “Corri, che nella vita bisogna lottare”: ma in mano le mette un coltello.













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